sabato 31 maggio 2008

Alla scoperta degli “uomini rossi”!



Tutti i giornali riportano la notizia della scoperta della tribù degli “uomini rossi”, nel cuore dell’Amazzonia.
La tribù degli “uomini rossi”, chissà perché alle mie orecchie suona quasi derogatorio. Avrebbero potuto sforzarsi e dargli un bel nome di fantasia, che ne so, i Bow Chow o qualsiasi altra cosa. Il fatto di classificare usando aggettivi qualificativi, secondo me, da troppo peso al significato intrinseco dei singoli vocaboli e troppa importanza ad una visione “cilvità-centirica” (se si può dire così) del mondo.
Noi, i civilizzati, siamo capaci solo di vedere le cose partendo esclusivamente dal nostro punto di vista. Riuscire a prendere in considerazione che può esistere anche una diversa chiave di lettura, rimane ancora un esercizio troppo difficile per la maggior parte di noi.
Sorge comprensibilmente la domanda di cosa sia giusto fare, se giusto, è fare qualcosa. Conoscendo la nostra tendenza di dividere ogni cosa in giusto e sbagliato, dobbiamo sempre trovare una risposta a tutto. Proteggere la loro “selvaticità” o trovare il modo meno invasivo per contattarli e sottoporli ai “benefici” della nostra civiltà?
Non sono certo io quella che vuole trovarla questa risposta, ma mi sono divertita ad osservare le diverse reazioni della gente, me compresa. Opinioni sentite e riferite, che poi seguono, nè più nè meno, le diverse tipologie psicologiche delle varie persone con cui ho parlato, dal lupo solitario che desidera di fuggire da tutto e tutti, allo schiavo della tecnologia che sogna i microchip sottocutanei.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

La mia reazione è "peccato, un altro pezzo (forse l'ultimo?) di terra inesplorata, di popolazione sconosciuta, è perso". L'Amazzonia è forse l'ultimo territorio del pianeta che ancora resiste, grazie alla sua immensità, alla colonizzazione della civiltà. Recentemente ho letto un libro ambientato in Amazzonia: "La conquista dell'inutile" di W.Herzog, il regista di Fitzcarraldo. Tra le altre cose mi è piaciuto il rapporto di Herzog con la foresta amazzonica, vissuta come un'entità immanente, un essere vivente più grande dell'uomo, con non si può accordare una pace, ma solo qualche momentanea tregua. E' un libro molto bello, te lo consiglio (anche il film). Ciao!

pinion ha detto...

Che poi sta foto "ripresa Google map" è davvero inquietante..
Mi sa tanto di "alieni dallo spazio venuti ad osservaci".
=|

Donatella ha detto...

Se stessimo giocando a nascondino urlerei: "Liberi tutti!!!!" :D

Anonimo ha detto...

lanciamogli delle playstation!