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giovedì 11 dicembre 2008

sabato 8 novembre 2008

Delusione

E quel momento doveva arrivare, è un po’ che lo aspettavo.
Anzi, mi ero chiesta perché tardasse tanto!
Alla fine eccolo uscire da bagno con un aria preoccupata, lo sguardo di una serietà mai incontrata prima a fissare i miei occhi.
“Mamma, devi essere sincera … ma veramente però!”
Intensa pausa mentre gli sorrido con aria interrogativa.

“Ma Babbo Natale esiste veramente?”

E lì con il cuore a pezzi nel vedere scivolare via l’infanzia dal suo sorriso forzato gli ho risposto l’unica cosa che potevo rispondere.
“No tesoro, Babbo Natale non esiste”.
Altra pausa, i suoi occhi scappavano via.
“Sai mamma, sono molto triste”
“Lo so tesoro mio, però non è stata la più bella favola che ti raccontato?”
Un abbraccio per nascondere quelle lacrime che tentava di ricacciare indietro. Troppo grande per piangere davanti alla mamma, ma non abbastanza per smettere di credere a Babbo Natale!

sabato 14 giugno 2008

pensiero della notte

Milo: "Mamma, ma per andare a lavorare devi pagare?"
Mamma: "Ma no cucciolo, ti devono pagare loro ... ti devono ... dovrebbero ... ma forse finiremo che sì ... un giorno si dovrà pagare noi!"

Gelato


Leo P. - Milo - Giovanni - Leo B.

domenica 25 maggio 2008

la talpa

prendetevi 10 minuti per tornare bambini e gustarvi un'animazione eccezionale. Si tratta di un personaggio russo (Edit: mi è stato ricordato dopo che è Ceco) e ringrazio la cara amica che me lo ha fatto conoscere.

Brum, brum, brum


Milano, 1969

mercoledì 21 maggio 2008

dio denaro

(allowance = paghetta)

Come, crescendo, si acquisisca il senso del valore del denaro non lo so. Osservo i miei figli, seguo da vicino il loro sviluppo cognitivo, psicologico ed emotivo, ma tutta la sfera riguardante l’evoluzione del loro rapporto con i soldi è un mistero. Finché sono piccoli piccoli, è un concetto troppo astratto per essere elaborato, come tutto ciò che concerne i numeri. Appena crescono un po’ e cominciano ad osservarsi intorno di più si rendono conto che il denaro nel mondo degli adulti ha una certa importanza e allora comincia ad entrare piano piano anche nel loro di mondo. Capiscono che esiste un qualcosa che si usa per comprare qualcos’altro, ma che cosa sia esattamente e da dove arrivi non ne hanno idea, come non hanno assolutamente idea del valore delle cose.
Passa un bel po’ di tempo prima che affrontino il concetto del guadagno. I genitori lavorano, perchè lavorano, il collegamento tra lavoro, guadagno e acquisto arriva molto lentamente. La loro percezione sfasata tra il denaro e il suo reale valore provoca anche situazioni comiche, di quelle che di solito si raccontano agli amici.

La domanda che mi pongo io ora è soprattutto una: riuscirò mai a passare loro valori morali abbastanza solidi in modo che abbiano un sano rapporto con il denaro una volta diventati adulti? In modo che non siano assillati dal possesso e dal potere che i soldi possono dare, in modo che sviluppino un sano equilibrio tra necessità e desiderio?

domenica 18 maggio 2008

Voce di dio


Milo:
"Mamma, ma dio parla?"
Mamma: "ma se credi che dio esista, puoi anche immaginare che parli"
Milo: "Sì, proprio come nei Simpson che diceva - passami il dessert!- "

sabato 17 maggio 2008

senza "rotelle"

Sembrava Valentino Rossi. Lì ai giardini, che schizzava via come il vento con la sua mini bicicletta “senza rotelline”. Quella faccia furba piena d’orgoglio mentre mostrava le sue prodezze ai compagni d’asilo. Frenava e sgommava. Partiva, frenava e ripartiva con ghigno. Con quelle ruote minuscole e la pedalata corta, sembrava quasi decollare tanto le gambe giravano veloce. Gli amici tutti a rincorrerlo. E ogni tanto cadeva, e ogni tanto tirava sotto qualcuno, ma non sembrava gli importasse. Lui era sempre sorridente anche dopo essersi impastato contro la panchina con il cartello "vernice fresca" e si era ritrovato le gambe verdi a graffi. Ma fa niente. Lo sguardo invidioso degli altri bambini varrà pure qualche ammaccatura.

domenica 4 maggio 2008

Ad ogni domanda la giusta risposta

.
"Mamma, ma nel mondo chi decide?"

"Eh, ogni individuo è libero di decidere per sé ...."

E mentre rispondevo ho involontariamente pensato: "anche, no", ma ho preferito sostare sui quei puntini di sospensione con la speranza di aver soddisfatto così l'avida curiosità di un bimbo di 5 anni, senza averne però compromesso l'innocente purezza.

mercoledì 30 aprile 2008

Gormita














- Bimbi su vestiamoci in fretta … piove, dobbiamo andare a scuola in metrò …
- Nooo, io voglio andare in bici …
- Uffa, non voglio andare a scuola! Odio la scuola!
- Mamma posso portare un Gormita all’asilo?
- Ines non vuole giochi …
- Ma noooo, mamma, posso portare un Gormita?
- Milo, lo sai che Ines non ….
- Ma mammmaaaaa, posso portare un Gormita?
- Oh Milo zitto, non hai sentito cosa ha detto la mamma?
- Leo per favore non intrometterti … e tu, cosa fai ancora nudo? Fra dieci minuti usciamo, dai vestiti, per favore
- Mamma voglio portare un Gormita!
- Milo, basta per favore, ho detto di no! Vieni qui che t’infilo la felpa. Leo, hai messo la maglia al contrario, ma non ti da fastidio con l’etichetta sotto il mento?
- la felpa … Milo, ma dove vai?
-A prendere un Gormita!
-Ma ti ho detto di noooo, vuoi farmi arrabbiare?
- Ma mammaaaa!
- Mamma, devo fare la cacca!
- Ecco cos’era questa puzza, Leo ha scoreggiato, Leo ha scoreggiato!
- Scemo, tu hai scoreggiato, io non puzzo
- Sì che puzzi
- Basta, voi due!
- Milo, vieni qui, non costringermi a rincorrerti per tutta la casa.
- Mamma manca la carta igienicaaaaaaaa … vieni?
- Mamma posso portare un Gormita?
- Arrivo Leo … bravo Milo infila!
- Mamma posso portare un Gormita? Uno doppio?
- Ecco Leo … per favore, apri la finestra!
- Leo puzza, Leo puzza, Leo puzza …
- zitto Milo o ti spacco la faccia …
- zitto tu puzzone …
- Smettila … mammaaaa
- Dai Milo piantala, comincia a metterti le scarpe …
- Me le metti tu?
- Ok, però devi imparare, sei grande adesso
- Ohhh, mamma, mi sono dimenticato … ci sono due avvisi da firmare!
-Adesso me lo dici? Dai tira fuori il diario
- Mamma il Gormita?-
- No, cazzo! I Gormiti no, a scuola no, chiuso il discorso!
- uaaaaaaa, ma mammaaaaaaa …
- Non voglio andare a scuola in metrò
- Dai Leo anche tu preparati … giacca, su che andiamo
- ma dobbiamo camminare?
- eh sì caro
. ma non voglio andare in metrò … puzza
- Neanche ioooo, la mantella blu mi fa schifo!
- Diluvia, non possiamo usare le bici … così usi il tuo ombrello nuovo
- Posso mettere il cappello giallo?
- Ok … fuori tutti adesso che chiudo.

Tre ombrelli bagnati, due bambini pure, due cartelle, una mamma si apprestano a spingere per salire su un vagone strapieno della metropolitana di Milano all’ora di punta … senza il Gormita!