Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano. Mostra tutti i post

venerdì 17 ottobre 2008

Milano - Tutti in bici il 14 novembre

Dal blog di Bebbe Grillo:

Lo smog in città si combatte con le biciclette. A Milano lo smog è incentivato. Chi inquina di più, se paga, può entrare in centro in auto e avvelenare l'aria. Questa idiozia comunale è stata chiamata Ecopass, il pass ecologico. Chi prende la bici rischia invece la vita per la mancanza di piste ciclabili e di ogni tipo di supporto. Molti milanesi muoiono ogni anno sulle due ruote travolti dalle auto e dai camion. A Milano, diceva una canzone, non crescono i fiori e, oggi, neppure le bici.
Andare in bicicletta, per ora, non è stato ancora vietato dal governo della P2. Per questo il 14 novembre invito tutti i milanesi a prendere la bicicletta per recarsi in ufficio, a scuola o solo per farsi un giro. Anche i non milanesi sono invitati per visitare la città. Io ci sarò con una bici fiammante azionata dalla mia possente massa muscolare. Riprendiamoci l'aria delle nostre città.
Ascoltate l'intervista a Eugenio Galli, presidente Fiab Ciclo Hobby Milano e, soprattutto, guardate nel video le "ciclabili" di Milano.

leggi tutto l'articolo

sabato 11 ottobre 2008

Bocce, briscola e scala 40


Non lontano da casa mia c'è un angolo che dovrebbe essere preso come esempio di "civiltà cittadina". Un lungo viale alberato a doppio senso, con alti platani che corre parallelo a C.so Buenos Aires. La parte centrale del viale, che nella maggior parte dei casi viene lasciata spoglia e usata come posteggio selvaggio, qui è stata recuperata in modo intelligente. Non solamente giardinetti per i bambini (che sono due ben attrezzati), ma un'intera passeggiata con pista ciclabile annessa, e uno spazio autogestito per gli anziani con bocciodromo e tavoli per le partite a carte. Una realtà che a Milano non si incontra spesso. E io, nelle mie corse verso il centro, devio volentieri di qualche centinaia di metri pur di passare dal lì e gustarmi l'atmosfera che si respira. La vista di tutte quelle biciclette posteggiate, della folla di anziani impegnati in attività ludiche in questa città poco ospitale, è quasi commuovente!

mercoledì 17 settembre 2008

Dalla parte dei ciclisti

In bici, con il piccolo sul seggiolino e il grande che mi segue sulla sua, ogni mattina rischio la vita.
Non so se è perché dopo quasi due mesi di montana quiete mi sono riappacificata con il mondo intero, oppure se è solo l’età che avanzando ha reso la mia pazienza più “docile”, ma il ritorno al tram tram della vita caotica di città è stato particolarmente faticoso. La mia filosofia “dell’ozio” e di prendermela con calma non si integra molto bene con i ritmi richiesti dalla vita milanese.
M’intristisce essere insultata mentre lotto con il traffico per accompagnare i miei figli a scuola in bicicletta, m’intristisce dover essere costretta a lottare con il traffico ingarbugliato di P.le Loreto, con automobilisti nevrotici e frustrati per poter fare il mio chilometro mattutino e adempiere al mio dovere genitoriale.
E sta diventando anche insopportabile dovermi giustificare ogni volta con un branco di pedoni isterici e insofferenti perché voglio proteggere la vita dei miei figli viaggiando per alcuni tratti sul marciapiedi, senza puntualizzare poi che la maggior parte dello spazio transitabile è comunque tutto preso da auto o moto posteggiate.
Nonostante tutto, insisto. Continuo a trovare la bicicletta un mezzo di trasporto favoloso, sano ed ecologico, così strettamente in relazione con la tua fisicità che ti da un senso di libertà che altri mezzi non ti possono dare.
Con Ray Charles nelle orecchie poi …

domenica 22 giugno 2008

Notte milanese

Un alito d’aria calda entra dalla finestra spalancata sulla buia notte Milanese senza portar sollievo. Scosta lievemente la tenda e poi si perde durante il tragitto ed io, distesa sul letto in un grandioso abbandono, non l’avverto. Lo sguardo verso il cielo, alla ricerca delle poche stelle che riescono a superare le luci cittadine; catturato, poi, da quell’immagine che si erge a simbolo nella notte.
Il “Pirellone” è lì tutto illuminato che solitario sovrasta i tetti omogenei di altra epoca. È lì, inamovibile nella sua unicità, che cattura la tua attenzione.
È un anno che lo osservo in tutte le sue differenti vesti, come un’immagine incorniciata in maniera diversa secondo le occasioni. Attraverso la pioggia battente, nelle nuvole rosse del tramonto, nel controluce pomeridiano e nei riflessi argentati di prima mattina.
Sempre sicuro nella sua concretezza come il tuo migliore amico.

venerdì 23 maggio 2008

I milanesi sono gente orribile … e se lo dico io!

L’altra sera sono uscita con mia sorella per il nostro appuntamento settimanale con il cinematografo. Spettacolo delle 20.00 in una zona relativamente chic di Milano: Corso Garibaldi.
Ci siamo incontrate un po’ prima con l’idea di chiacchierare un po’, e così ci siamo avviate lentamente lungo il corso. Il tempo tiepido, piacevole, sacchetto di patatine e bottiglietta d’acqua in mano. Tra una chiacchiera e l’altra, una risata e una battuta, ho cominciato ad osservarmi intorno.
Sarà che la mia vita sociale è rallentata negli ultimi anni ed esco meno, ma i cambiamenti avvenuti in zona non li ho ancora assimilati. Parte della zona pedonale, le panchine, i negozi, ma soprattutto il numero esagerato di locali e bar che non erano lì una volta e che nella mia mente non ci sono neppure ora.
Con il bel tempo e il divieto di fumare la gente tende a stazionare fuori molto più di una volta. Perfino Milano, che non è città che vive all’esterno comincia ad avere i gruppetti di persone che s’intrattengono all’aria (aria?) aperta.
L’attenzione poi è scivolata sui singoli personaggi. Continuando a camminare il mio occhio è passato dall’individuo alle auto posteggiate tutte enormi, nere e lucide. La mia bicicletta legata al palo in fondo alla strada aveva un non so che di “estraneo”.
Ho avuto un sensazione di disgusto. La folla peggiore è proprio quella dell'aperitivo. Giovinastri rampanti impomatati, appena usciti dai loro uffici, con sigaro in bocca e gessato! Donne così perfette che sembrano manichini dei grandi magazzini, scure e lucide esattamente come le loro auto. L’insolenza del loro atteggiamento, l’altezzosità dei loro movimenti. Tutti quelli sguardi giudicanti, mi veniva il volta stomaco.
“Voler apparire” è l’unica immagine che mi ha evocato l’osservazione di questa insipida fauna.

Ma com’è cambiata Milano. Ma com’è cambiata in peggio.
Ma è veramente solo un problema generazionale? Mia mamma pensava alla mia generazione come stramba, di conseguenza arrivata ad una certa età inevitabilmente devo essere tenuta a disapprovare le nuove generazioni? No, non penso. Forse è più una questione di valori.