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mercoledì 21 maggio 2008

dio denaro

(allowance = paghetta)

Come, crescendo, si acquisisca il senso del valore del denaro non lo so. Osservo i miei figli, seguo da vicino il loro sviluppo cognitivo, psicologico ed emotivo, ma tutta la sfera riguardante l’evoluzione del loro rapporto con i soldi è un mistero. Finché sono piccoli piccoli, è un concetto troppo astratto per essere elaborato, come tutto ciò che concerne i numeri. Appena crescono un po’ e cominciano ad osservarsi intorno di più si rendono conto che il denaro nel mondo degli adulti ha una certa importanza e allora comincia ad entrare piano piano anche nel loro di mondo. Capiscono che esiste un qualcosa che si usa per comprare qualcos’altro, ma che cosa sia esattamente e da dove arrivi non ne hanno idea, come non hanno assolutamente idea del valore delle cose.
Passa un bel po’ di tempo prima che affrontino il concetto del guadagno. I genitori lavorano, perchè lavorano, il collegamento tra lavoro, guadagno e acquisto arriva molto lentamente. La loro percezione sfasata tra il denaro e il suo reale valore provoca anche situazioni comiche, di quelle che di solito si raccontano agli amici.

La domanda che mi pongo io ora è soprattutto una: riuscirò mai a passare loro valori morali abbastanza solidi in modo che abbiano un sano rapporto con il denaro una volta diventati adulti? In modo che non siano assillati dal possesso e dal potere che i soldi possono dare, in modo che sviluppino un sano equilibrio tra necessità e desiderio?