Le cose non succedono mai per caso. E adesso lo so per certo. Di quelle parole avevo bisogno e quelle parole mi sono state dette. Ma non lo sapevo prima, l’ho capito dopo.
Ho fatto bene a custodire gelosamente quei ricordi in un posto speciale, per tutti questi anni senza mai lasciarli andare.
E anche questo resterà per sempre.
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giovedì 18 dicembre 2008
martedì 7 ottobre 2008
il cicaleccio delle comari
Nel mio piccolo mondo di donna, quello che gira intorno al quotidiano, mi sono ritrovata particolarmente affezionata ad un rito che ha finito con il dare un’importanza diversa al mio stare al mondo. Non vorrei sembrare esagerata, ma il mio piacere per le piccole cose è quasi morboso. Cominciato così distrattamente è poi finito con il diventare un vero e proprio rito, nel momento in cui il suo significato è cambiato.
Parlo del caffé al bar con le “mamme”, una volta depositati i figli nelle rispettive scuole.
Lo vivo come un modo piuttosto gustoso per riprendere possesso di una fetta del mio tempo. Un rito di passaggio da “mamma/casalinga” a “persona”. Un momento che ha il suo maggior valore nell’affettività che si crea, contornato da un alone di sicurezza che solo un’azione così abitudinaria può darti. Un momento dove puoi trovare conforto e sostegno, quel pizzico di solidarietà che il vivere cittadino contemporaneo è poco generoso a dare. Un momento dove raccogliere le idee e le forze che ti servono per affrontare l’ancora lunga giornata. Un momento d’incontro e di scambio con altre realtà simili quanto basta, ma anche molto diverse. Un momento a cui è molto difficile rinunciare.
Parlo del caffé al bar con le “mamme”, una volta depositati i figli nelle rispettive scuole.
Lo vivo come un modo piuttosto gustoso per riprendere possesso di una fetta del mio tempo. Un rito di passaggio da “mamma/casalinga” a “persona”. Un momento che ha il suo maggior valore nell’affettività che si crea, contornato da un alone di sicurezza che solo un’azione così abitudinaria può darti. Un momento dove puoi trovare conforto e sostegno, quel pizzico di solidarietà che il vivere cittadino contemporaneo è poco generoso a dare. Un momento dove raccogliere le idee e le forze che ti servono per affrontare l’ancora lunga giornata. Un momento d’incontro e di scambio con altre realtà simili quanto basta, ma anche molto diverse. Un momento a cui è molto difficile rinunciare.
lunedì 15 settembre 2008
sabato 19 luglio 2008
Batticuore
Una telefonata inaspettata.
Una voce amica che la sorte ha tentato di portarmi via.
Una voce indebolita, ma sempre calda e piena. Una voce a cui sono bastate poche parole per comunicare un’amicizia profonda e sincera.
Parole con un immenso significato, parole con esperienze in comune, emozioni condivise.
Un affetto nato tra le note di una anima jazz. Un affetto nato per caso, ma non a caso.
La gioia di sentirti, Lukaciampi e la voglia di dirti che il tuo cuore è troppo grande e colmo di bellezze perché si fermi adesso!
Una voce amica che la sorte ha tentato di portarmi via.
Una voce indebolita, ma sempre calda e piena. Una voce a cui sono bastate poche parole per comunicare un’amicizia profonda e sincera.
Parole con un immenso significato, parole con esperienze in comune, emozioni condivise.
Un affetto nato tra le note di una anima jazz. Un affetto nato per caso, ma non a caso.
La gioia di sentirti, Lukaciampi e la voglia di dirti che il tuo cuore è troppo grande e colmo di bellezze perché si fermi adesso!
lunedì 16 giugno 2008
abbandono
È quel senso d’abbandono che ha imposto le regole della mia esistenza. È quella sensazione di soffocamento che mi prende la notte. È quella disperata voglia di piacere a tutti e non dispiacere nessuno che mi rende vulnerabile. Anche alle sciocchezze. Una parola non pronunciata, un gesto mai arrivato, un pensiero tardivo. Il distacco da ciò a cui tengo è così doloroso da non riuscire a respirare.
Cercavo il materno sostegno, ma non era mai presente, anche quando era lì. Vissuto come il peggior dei tradimenti si trascina dal passato al presente senza darmi tregua. E non ho pace, nel disordine delle mie azioni vivo segnali imprecisi. E mi muovo in confusione, un passo avanti, per poi negare, un passo indietro. Creo nebbia che impulsivamente vorrei dissipare. L’abbandono, che ha legittimato quella prepotenza da cui solo ora scappo.
Cercavo il materno sostegno, ma non era mai presente, anche quando era lì. Vissuto come il peggior dei tradimenti si trascina dal passato al presente senza darmi tregua. E non ho pace, nel disordine delle mie azioni vivo segnali imprecisi. E mi muovo in confusione, un passo avanti, per poi negare, un passo indietro. Creo nebbia che impulsivamente vorrei dissipare. L’abbandono, che ha legittimato quella prepotenza da cui solo ora scappo.
giovedì 12 giugno 2008
Premio
Ringrazio pubblicamente TipTop per il dolce pensiero.
Il fatto che lei pensi che io "meriti" mi scalda come un raggio di quel sole che (maledizione) ultimamente non vediamo molto spesso!
Purtroppo per insufficienza numerica di amici blogger e per una "leggera" avversione alle catene in generale non so se mi cimenterò in quest'avventura. Prenderò del tempo per ragionarci su.
Un bacio sincero.
Il fatto che lei pensi che io "meriti" mi scalda come un raggio di quel sole che (maledizione) ultimamente non vediamo molto spesso!
Purtroppo per insufficienza numerica di amici blogger e per una "leggera" avversione alle catene in generale non so se mi cimenterò in quest'avventura. Prenderò del tempo per ragionarci su.
Un bacio sincero.
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