Ultimamente sono per le sensazioni fisiche. E stasera sono arrivata al culmine della percezione corporale con la pioggia. Il mio amore per le corse in bicicletta è ormai cosa risaputa, ma stasera è stata tutta un’altra cosa, a parte i jeans che mi si appiccicavano alle gambe.
Cappellino con visiera calato sugli occhi, Key way nero a mo’ di sacco dell’immondizia a proteggere per gran parte il mio volume, e immancabile colonna sonora nelle orecchie.
Pedalare sul ritmo di una canzone è una cosa che mi da energia. Stasera in più cantavo e mi muovevo a tempo, segnando la batteria con le mani sul manubrio. Non che fossi particolarmente allegra, è che mi piaceva sentire la pioggia addosso. Gocce frizzanti, sul quel poco di viso che spuntava tra il bavero alzato e i capelli che balzavano fuori da sotto il berretto. Perle d’acqua sulle mani e via, alla conquista degli spazi metropolitani.
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giovedì 5 giugno 2008
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